Dominio .it o .com: quali siti citano le AI in italiano
Abbiamo contato le fonti di 17.719 risposte AI: in italiano una su due è un sito .it, in inglese tre su quattro sono .com. Perplexity fa eccezione.
Il 20 ottobre 2026 abbiamo estratto da PSentry tutte le fonti raccolte dal 13 dicembre 2025: 17.719 risposte di ChatGPT, Gemini, Claude e Perplexity, con 166.524 link in tutto. Volevamo sapere una cosa sola: quando un assistente cerca sul web per rispondere a una domanda d'acquisto, cita siti con dominio .it o .com? E la risposta cambia con la lingua del prompt? Cambia, e parecchio. In italiano circa metà delle fonti era su .it. In inglese tre fonti su quattro erano .com.
Per chi vende in Italia, o dall'Italia all'estero, è un dato da avere in mano prima di discutere di domini, versioni linguistiche e siti dei distributori. Questo è il resoconto: come abbiamo contato, cosa è uscito, cosa il campione non permette di dire.
In italiano le AI citano soprattutto siti .it
Le risposte a prompt in italiano riportavano 62.975 fonti. Circa 50 su 100 stavano su un dominio .it, 36 su un .com. Se si contano tutti i domini nazionali dell'Unione europea e non solo il .it, la quota locale sale a 52 su 100.
Tre assistenti su quattro si sono comportati quasi allo stesso modo:
- ChatGPT: 59 fonti su 100 su .it, 28 su .com.
- Gemini: 55 su .it, 34 su .com.
- Claude: 55 su .it, 35 su .com.
- Perplexity: 37 su .it, 43 su .com.
Perplexity è l'unico che in italiano attinge più dai .com che dai .it. È anche quello che allarga di più la rete: 4.944 domini distinti nelle risposte in italiano, contro i 2.437 di ChatGPT. Una lettura plausibile è che più domini significhino più siti internazionali nel mucchio, e quindi un .it più diluito. Non l'abbiamo verificata dominio per dominio, per cui resta un'ipotesi.
Per un'azienda italiana la conseguenza pratica è che lo stesso mercato, misurato su assistenti diversi, attinge a fonti diverse. Il dato di ChatGPT, poi, va letto con un'avvertenza: è il più alto per il .it, ma poggia su meno fonti. ChatGPT consulta il web in meno di metà delle risposte e, quando lo fa, riporta in media 3,9 fonti, contro le 12,4 di Claude. Le 7.459 fonti di ChatGPT in italiano sono circa un terzo delle 20.990 di Claude. Guardare un solo assistente e generalizzare è il modo più rapido per farsi un'idea sbagliata del proprio mercato.
Come abbiamo contato
Ogni risposta salvata da PSentry porta con sé la lingua del prompt, l'assistente che l'ha prodotta e gli URL delle fonti che riporta. Le fonti esistono solo quando l'assistente consulta il web, e su questo i quattro sono molto diversi. Claude ha riportato almeno una fonte in 97 risposte su 100, Perplexity in 94, Gemini in 56, ChatGPT in 44. Anche il numero medio di fonti per risposta si sposta molto: 12,4 per Claude, 11,6 per Perplexity, 10,3 per Gemini, 3,9 per ChatGPT.
Di ogni URL abbiamo preso il dominio e l'abbiamo messo in uno di tre gruppi: .com, dominio nazionale della lingua del prompt, tutto il resto (.org, .eu, .net, domini di altri paesi).
Il confronto con francese e inglese
Fra le lingue del campione, l'italiano è quella in cui il dominio nazionale pesa di più. In francese il .com resta davanti, con 54 fonti su 100, e il .fr si ferma intorno a 30. In inglese il .com vale 75 fonti su 100 e il .uk circa 5.
La regola che se ne ricava si scrive in una riga. La lingua del prompt sposta le fonti delle AI verso i domini nazionali, e quanto le sposta dipende dalla lingua e dall'assistente.
Il sito .it con dentro la versione inglese
Fra le aziende italiane che esportano è una configurazione frequente: un solo dominio, il .it, con la versione inglese in una sottocartella come /en/. Altre tengono il .it per l'Italia e un .com per l'estero. I nostri dati non dicono quale delle due scelte funzioni meglio, e sarebbe scorretto fingere il contrario.
Dicono però una cosa utile per ragionarci. In italiano le risposte attingono a un insieme di fonti in gran parte .it, quindi un sito .it non è un corpo estraneo. In inglese lo stesso insieme è fatto per tre quarti di .com: una pagina inglese su .it non è esclusa, ma è uno dei pochi domini nazionali in mezzo a una maggioranza di .com. Se questo ti penalizzi o no, non si indovina. Si misura, mercato per mercato, guardando se le tue pagine inglesi compaiono fra le fonti delle risposte in inglese.
Vale anche il caso opposto. Se il sito italiano vive su un .com, le risposte in italiano lo mettono in un gruppo minoritario: 36 fonti su 100. Anche qui il dominio non decide da solo, ma è un motivo in più per controllare dove finiscono le tue pagine italiane, invece di darlo per scontato.
Quattro limiti del campione
- I prompt non sono un campione del web. Sono quelli che i clienti di PSentry monitorano, soprattutto servizi B2B e fornitori industriali. Le domande dei consumatori potrebbero dare un quadro diverso.
- Lingua e mercato vanno insieme. Nei nostri dati un prompt in italiano riguarda quasi sempre il mercato italiano. Non possiamo separare l'effetto della lingua da quello della domanda sull'Italia.
- Il dominio non è la nazionalità. Un'azienda di Bergamo può stare su .com, la filiale italiana di una multinazionale su .it. Abbiamo contato domini, non proprietari.
- Sono risposte via API. PSentry le raccoglie attraverso le API dei quattro assistenti. Le app che usano i tuoi clienti possono comportarsi in modo diverso, e di quanto non l'abbiamo misurato.
Tedesco e spagnolo: perché mancano
Nel campione non c'è nessuna risposta a prompt in tedesco, quindi sulla Germania non possiamo dire nulla. Lo spagnolo ha 259 risposte, circa 65 per assistente: abbastanza per guardarle, troppo poche per trarne conclusioni. Chi esporta in Germania o in Spagna deve fare questo conto sui propri prompt, nella lingua dei propri compratori.
Cosa controllare sul tuo mercato
Registrare un dominio .it non fa citare nessuno. Il dominio è un'etichetta: l'assistente cita pagine che rispondono alla domanda nella lingua di chi la fa, e in Italia molte di quelle pagine stanno su .it. Quello che i numeri sostengono è un'abitudine più modesta: quando misuri un mercato, guarda da quali domini arrivano le risposte, non solo se il tuo nome compare.
- Per ogni mercato, elenca i domini citati nelle risposte alle tue domande d'acquisto e conta quanti sono nazionali, quanti .com, quanti altro.
- Verifica se le tue pagine in quella lingua ci sono, e su quale dominio. La tua pagina francese sul .it e il tuo distributore su .fr sono due candidati diversi.
- Annota i siti locali che tornano: stampa di settore, associazioni di categoria, portali regionali. Sono i posti in cui, in quel mercato, si parla dei fornitori.
In PSentry la vista delle fonti mostra, lingua per lingua, i domini usati da ciascun assistente per i prompt che monitori, aggiornata con le due scansioni al mese. Mostra da dove vengono le risposte. Non le cambia.
Se non hai ancora deciso in quali lingue misurare, quella scelta viene prima di questa. E se fra le fonti trovi soprattutto grandi gruppi internazionali, vale la pena leggere quando l'AI cita il fornitore locale e quando la multinazionale.